mercoledì 12 novembre 2014

A dangerous method


Titolo: A dangerous method 
Regista: David Cronenberg 
Anno: 2011 
Genere: biografico/drama 

Solo il medico ferito può guarire.

A dangerous method è un film del famoso regista David Cronenberg del 2011, che si basa sui rapporti tra tre dei più grandi pionieri della psicologia in Europa: Carl Gustav Jung, Sigmund Freud e Sabina Spielrein
Nel film c'è anche una breve comparsa dello psicologo Otto Gross, che, seppure sia stato meno caratterizzato dei suoi colleghi, serve come chiave di volta per lo svolgimento della vicenda amorosa tra Jung e Sabina.



Il tentativo di portare il rapporto tra questi personaggi sullo schermo era stato già tentato da Roberto Faenza con Prendimi l'anima, film decisamente superiore, anche se, rispetto a questo, si basa maggiormente sulla relazione amorosa "malata" tra i due protagonisti, piuttosto che sul rapporto padre/figlio tra Jung e Freud descritto in questa pellicola. Il primo viene considerato, infatti, "il principe ereditario" del secondo nella prima parte della pellicola, ma non più nella seconda, in quanto lo sviluppo delle stesse idee fu portato in direzioni diverse dai due.



I temi principali che vengono affrontati sono l'isteria, il transfert ed il contro-transfert. Ma, cosa più importante, ci viene mostrato come venne utilizzata per la prima volta quella che veniva chiamata la "cura delle parole", uno degli elementi che ha unito dapprima, e separato poi, Freud e Jung. 
Importante è anche vedere come l'incontro con la paziente interpretata da Keira Knightey sia per Jung un'occasione per conoscere se stesso ed il proprio lato nascosto.

My love for you was the most important thing in my life. For better or worse, it made me understand who I am.

Tra gli attori spicca l'ottima recitazione di Keira Knightley, che interpreta nella prima parte la traumatizzata Sabina, anche se a tratti mi è sembrata alquanto forzata.



Una delle scene più belle è quella in cui Jung racconta un sogno a Sabina, ed è carino notare come, quasi da preveggente, egli abbia sognato "il sangue dell'Europa", ricollegabile alla guerra che stava per scoppiare.

Lo scopo di questo film è di rendere fruibile al grande pubblico i concetti della psicoanalisi che coinvolgono i tre personaggi, ma la pellicola risulta piatta e dal ritmo lento.

Il trailer del film
video


Voto: 2/5

1 commento:

  1. Infatti l'ho decisamente trovato spento. Gli attori mi hanno delusa parecchio e non ci ho visto niente se non sculacciate assestate al lato B della Keira.
    Troppo forzata l'interpretazione di tutti.
    Viggo Mortensen come Freud è inguardabile.

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