martedì 3 marzo 2015

Via col vento


Titolo: Via col vento
Titolo originale: Gone with the wind
Regista: Victor Fleming
Anno: 1939
Genere: storico/romantico

Via col vento è uno dei grandi film prodotti ad Hollywood nel 1939, considerato l'anno d'oro per la produzione di pellicole, prima che l'impero delle case cinematografiche fosse distrutto dalla venuta della seconda guerra mondiale prima e dall'avvento della televisione poi. 

Considerato un film fiume per la sua durata (222 minuti), esso narra le vicende di Rossella O'Hara, già protagonista dell'omonimo romanzo di Margaret Mitchell vincitore del premio Pulitzer nel 1937.


Assistiamo in particolare alla crescita della protagonista, che, da bella del contado viziata e civettuola, dopo la guerra arriva a diventare una speculatrice, una truffatrice ed addirittura un'assassina per mantenere in vita se stessa ed i suoi cari. E' proprio qui che la vera forza di Rossella ci viene mostrata, e con essa il concetto che nei tempi difficili chi ha risorse ed è disposto a sporcarsi le mani sopravvive, mentre chi non ha risorse, e molto spesso risoluzione dalla sua, affonda. 
Rossella rappresenta, infatti, un prototipo di donna emancipata che si trova al di fuori degli schemi sociali. Ella non viene mai rimessa in riga, l'unico che riesce parzialmente in ciò è Rhett, l'amore della sua vita, anche se lei non ne è consapevole. 
L'amore tra i due protagonisti nasce dal fatto di essere molto simili; entrambi, infatti, fanno tutto il necessario per raggiungere il loro scopo che, in questo caso, è essere felici.
Purtroppo, però, i due sono sempre fuori tempo: quando l’uno è pronto, l'altra non lo è, ed il loro rapporto è pieno di equivoci, fraintendimenti e frasi non dette. L'unica relazione sana che Rossella ha, è quella con la sua Mami, che sostituisce in tutto e per tutto la figura della madre. E' Mami l'unica a conoscenza della sua fissa per Ashley, ed è lei a capire che sta pensando a qualcosa di poco consono ad una signora quando si fa cucire i vestiti dalle tende.


 

Nel finale il personaggio di Rhett appare stanco di un amore a senso unico, e la cosa lo porterà a partire per Charleston lasciando indietro sua moglie. Invece, il “domani” che Rossella evoca è quello in cui si sentirà capace di ricostruire Tara e il suo rapporto col marito. E, sinceramente, ho sempre sperato che ci sarebbe riuscita (e sono sempre più convinta che il romanzo avrebbe bisogno di un maggior numero di sequel, visto che il finale aperto dà ampio respiro a nuove trame).

Quello che giovanotti dire e quello che pensare essere due cose, e a me non parere che lui (Ashley) avere chiesto di sposarti!

Rossella ha una cotta per Ashley e, anche se nel finale scopre che non è così, ella crederà di amarlo per tutta la vita e serberà di lui un ricordo migliore di quello che lui effettivamente era. Questa "fissazione" le impedisce di godersi appieno la sua vita (sposerà due uomini che non ama, tra cui anche il promesso della sorella) e, a mio parere, più che amore verso la persona, la protagonista sente amore verso quello che Ashley rappresenta, e cioè una società andata via col vento della guerra.


Rossella guardatemi, vi amo più di quanto abbia mai amato qualsiasi donna, vi ho atteso con una pazienza di cui sono stupito...

Molte sono le differenze, o sarebbe meglio dire tagli, che sono stati fatti passando dal libro alla versione cinematografica.
- Non sono presenti nel film alcuni episodi che lasciano intendere che Rhett abbia avuto un figlio dalla sua amica Belle Watling.
- Nel libro Rossella ha avuto un figlio dal matrimonio con Carlo Hamilton ed una figlia con Franco Kennedy, mentre nel film viene mostrato solo il personaggio di Diletta Butler, nata dal suo ultimo matrimonio. 
- Nel film è del tutto assente il background di Elena, madre di Rossella, che aveva deciso di sposare Gerald O'Hara dopo che la sua famiglia l'aveva separata dal suo vero amore, il cugino Filippo, e alla successiva morte di quest'ultimo.
- La sorella di Rossella, Carolene nel libro entra in convento mentre nel film no.


Chi ha coraggio può fare a meno della reputazione!

Il film fu prodotto da David O. Selznik, capo dell'indipendente casa cinematografica Selznik International, che è considerato il vero creatore di questa pellicola, in quanto si è battuto per ottenere la massima qualità in tutto, dagli effetti speciali alla colonna sonora. Via col vento fu, infatti, prodotto in proprio con l'investimento di 3,9 milioni di dollari, e forse fu proprio questo il motivo per cui il produttore lo considerava il "suo" film, e faceva valere il suo parere al di sopra di quello dei suoi collaboratori. Addirittura le riprese furono sempre tenute segrete per paura di un eventuale plagio. 

La regia del film è attribuita a Victor Fleming, già famoso per Il mago di Oz prodotto dalla MGM, ma furono molti i registi che si susseguirono alla guida del film, primo fra tutti George Cukor, intimo amico del produttore David O. Selznik.


La scelta degli attori che avrebbero dovuto interpretare Scarlett Rhett fu abbastanza tortuosa. 
Il pubblico, che aveva letto e sognato di Rhett Butler, voleva che fosse Clark Gable ad interpretarlo ma, siccome questi era sotto contratto con la MGM, era improbabile riuscire a coinvolgerlo nel progetto. 
Si pensò a Gary Cooper, ma questi fu prontamente scartato dopo la sua dichiarazione: "Via col vento sta per diventare il più grande flop della storia del cinema, e sarà Clark Gable a perderci la faccia e non Gary Cooper". 
A questo punto Selznik dovette accordarsi, prima con suo suocero, dirigente della MGM, concedendogli i diritti di distribuzione del film in cambio della disponibilità di Gable, e poi con l'attore stesso, che aveva paura di interpretare un personaggio così amato e di rovinare la sua carriera. Egli ricevette un compenso di 120'000$, oltre ai soldi necessari per divorziare da sua moglie ed un week end libero per sposare la sua compagna Carol Lombard.

Rossella: Voi non siete un gentiluomo!
Rhett: E voi non siete una signora; non è un titolo di demerito, le signore non mi hanno mai interessato.


Per quanto riguarda la scelta dell'attrice che avrebbe dovuto interpretare Rossella, le cose furono molto più complicate (non a caso un film che narra di questa vicenda venne chiamato Scarlett O'Haras' war). Era la parte del secolo, tutte volevano essere Rossella perché tutte avevano letto il libro e si erano rispecchiate in lei. Proprio per questo motivo ci furono circa 1400 provini tra quelli fatti alle attrici famose e quelli fatti a donne comuni in un tour organizzato da Selznik, più per propaganda che per scritturare una sconosciuta, in giro per l'America. 
Le favorite per questo ruolo erano le mitiche Paulette Goddard (che perse la parte perché non poté dimostrare di essere sposata con Charlie Chaplin), Katherine Hepburn (che, data la sua fama, rifiutò categoricamente di fare un provino), Carole Lombard (voluta fortemente da Gable), Tallulah Bankhead (troppo vecchia per la parte), Joan Crawford e Bette Davis (che perse la parte a causa del suo ultimo film Jezebel - Figlia del vento, che era simile a Via col vento per ambientazione e tematica amorosa). Ma, come se fosse spuntata dal nulla, il ruolo fu vinto dalla giovanissima e poco conosciuta attrice inglese Vivien Leigh. Il suo compenso fu di soli 25'000$ che, se paragonati allo stipendio degli attori di oggi, è davvero basso.


La scelta degli attori è stata sicuramente perfetta, l'unico elemento deludente è la presenza di Leslie Howard nel panni di Ashley. Nonostante l'attore sia stato truccato e ringiovanito, resta inadatto alla parte, soprattutto nella prima metà del film, e viene spontaneo chiedersi come Rossella possa essere ancora legata a lui dopo aver visto Clark Gable.

Una selezione di locandine del film da tutto il mondo


Molte scene di questa pellicola sono rimaste memorabili, ed alcune di esse sono così famose da essere conosciute anche da chi non ha mai visto per intero il film.
Un esempio della grandezza di questa produzione è la scena alla stazione di Atlanta, nella quale si trova una distesa interminabile di soldati morti e feriti. In essa furono impiegate circa mille comparse ed altrettanti manichini che da essi venivano azionati.
E come dimenticare la scena dell'incendio di Atlanta che, con le sue fiamme, preoccupò talmente gli abitanti del luogo da far accorrere decine e decine di pompieri?

La tecnica del tecnicolor, nuova all'epoca, permise di girare il film a colori servendosi di speciali macchine da presa che registravano la scena su tre bobine differenti. In sala montaggio queste venivano sovrapposte e l'unione dei colori verde, rosso e blu, dava vita a quelli che erano i reali colori della scena. 
Gli effetti speciali sono molto avanzati per l'epoca, ed è importante sottolineare come, dopo la fine delle riprese, ci fu un grande lavoro di montaggio e post produzione. La più grande innovazione in questo campo fu l'uso di dipinti su vetro che venivano sovrapposti all'inquadratura ed andavano a creare i soffitti delle case, i paesaggi e così via.

Olivia De Havilland è stata uno dei cardini del film, non aveva la stessa presenza scenica di Vivien Leigh ma, al pari della McDaniel, avrebbe dovuto ottenere un riconoscimento per la sua performance

Frankly, my dear, I don't give a damn.

Alla fine delle riprese Selzik ebbe dei problemi a causa della parola damn pronunciata da Gable nella sua ultima battuta. Essa era considerata una bestemmia e, per mantenerla, (Selznik credeva che eliminarla o cambiarla avrebbe svilito il senso dato ad essa nel romanzo della Mitchell) il produttore dovette prima dimostrare che non si trattava di una bestemmia, ma di una semplice parolaccia, e poi pagare la multa di 5'000$.

Essendo questa un grande affresco storico prima che una storia d'amore, la pellicola richiese circa due anni per poter essere realizzata, ma tutti gli sforzi furono ripagati dal suo successo planetario. La prima proiezione fu trasmessa proprio nella città di Atlanta il 15 dicembre 1939, dove fu trasformata in un evento nazionale. Alla prima furono invitati gli ultimi reduci della guerra di secessione, che trovarono nella pellicola un ritratto molto accurato delle vicende che avevano effettivamente vissuto.


La pellicola fu vincitrice di dieci premi Oscar, tra cui quello per la migliore attrice non protagonista vinto da Hattie McDaniel, la prima attrice di colore della storia a vincere un premio così prestigioso. Tristemente, però, la donna non aveva potuto assistere alla prima ed era seduta in una stanza a parte durante la cerimonia degli Oscar a causa delle leggi razziali ancora vigenti all'epoca.

Per la dedizione di Selznik la pellicola trova sempre nuovi seguaci e non invecchia mai.

Una selezione di bambole ispirate al film

Tara! A casa! A casa mia! E troverò un modo per riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno!

Il trailer originale del 1939
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Le scene più belle del film
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Voto: 5/5

2 commenti:

  1. Complimenti per la bella e approfondita analisi!! E' un post palesemente scritto con passione!

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